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Approccio
cognitivo-comportamentale

Tra gli approcci cognitivo–comportamentali, l’ ABA è attualmente il trattamento efficace per migliorare le abilità e le competenze dei bambini con autismo o altre patologie dello sviluppo.

ABA-VB

Oggi diversi studi scientifici internazionali hanno dimostrato che la tempestività diagnostica (già a partire dai 18 mesi) e un intervento intensivo e quotidiano di orientamento cognitivo-comportamentale permette di ottenere una prognosi più favorevole e un maggior recupero delle abilità compromesse.

L’ABA è una scienza, supportata da numerose ricerche, che studia il comportamento umano e permette di modificarlo. Come scienza applicata all’autismo e ad altre disabilità viene riconosciuta la sua efficacia dalle ricerche e dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e dalla Società Italiana di Neuropsichiatria infantile le quali consigliano tale approccio educativo comportamentale, così come avvalorato anche dal Ministero della Salute a conclusione del Tavolo sull’Autismo tenutosi nel 2008.

Successivamente nel 2011 lo stesso Ministero della Salute ha pubblicato le Linee Guida “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti” che può essere sintetizzato come segue:

“Tra i programmi intensivi comportamentali il modello più studiato è l’analisi comportamentale applicata (Applied Behaviour Analysis); gli studi sostengono una sua efficacia nel migliorare le abilità intellettive, il linguaggio i comportamenti adattivi nei bambini con disturbo dello spettro autistico. Le prove a disposizione, anche se non definitive, consentono di consigliare l’utilizzo del modello ABA nel trattamento dei bambini con disturbo dello spettro autistico.”

Nel 2012 anche l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le Linee Guida per l’autismo affermando, questa volta in via definitiva che l’intervento comportamentale ABA è l’unico a fornire risultati scientificamente provati riportando quanto segue:

“Tra questi programmi i più studiati sono quelli basati sull’analisi comportamentale applicata che può migliorare il quoziente intellettivo, il linguaggio e i comportamenti adattivi, cioè le abilità necessarie per la vita quotidiana.”

In conclusione diversi organi nazionali e internazionali riconoscono l’efficacia dell’intervento che si caratterizza per essere precoce, intensivo, globale, individualizzato e supervisionato e che ha come obiettivi principali su cui lavorare i prerequisiti dell’apprendimento, la comunicazione, la socializzazione, le abilità accademiche, le autonomie e l’eliminazione dei comportamenti problema (auto e/o etero diretti).

L’individualità dell’intervento è possibile a seguito di un assessment psicologico comportamentale, possibile attraverso specifico materiale di valutazione che permette di individuare qual è il livello del bambino, quali sono le sue competenze attuali ed emergenti e quali sono le difficoltà su cui intervenire. Per quanto riguarda la frequenza la letteratura afferma che quanto più l’intervento è precoce (già a partire da bambini di 18 mesi) e intensivo (almeno 25 ore a settimana comprese le ore di lavoro a scuola e a casa) quanto più è efficace.

Da qui deriva anche la globalità dell’intervento che deve comprendere tutte le figure che ruotano attorno al bambino. Infine tale intervento è costantemente monitorato da un supervisore con specifica specializzazione nell’analisi applicata del comportamento.

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